Food

Food Innovation: come sarà il cibo del futuro?

29 gennaio 2018

Dopo anni a sentir parlare di fame nel mondo, malnutrizione o al contrario obesità, distribuzione poco equa delle risorse, le antenne ci si stanno alzando. Quella che dapprima era solo una nicchia di persone attente ai problemi connessi al cibo, si sta espandendo a macchia d’olio (non di palma!) e oggi la consapevolezza sulla sostenibilità è tangibile.

Ci rendiamo sempre più conto di essere organismi fragili in un sistema fragile, il nostro pianeta, che non può più reggere questo eccessivo sfruttamento. Ci rendiamo conto che le risorse si stanno esaurendo e iniziamo a temere sia per la nostra salute che per la sopravvivenza delle future generazioni. In cosa si traduce questo “rendersi conto di”? Nel piccolo a diete sempre più personalizzate e varie, a meno sprechi, a un approccio etico alle risorse, a stili di vita più sani, in grande a studi di settore su scala mondiale e grande, grandissima ricerca tecnologica. Sì, tra qualche anno la tecnologia sarà la principale protagonista della rivoluzione alimentare. Come? Avremo scanner portatili per verificare la provenienza del cibo, esisteranno stampanti 3D sempre più precise (ne esistono già alcuni modelli che fabbricano pasta e pizza), performanti, ma anche a portata di tutti, per produrre frutta, verdura ed alimenti con valori nutrizionali studiati ad hoc per le caratteristiche di ogni singolo consumatore.

Ci saranno importanti investimenti in nutraceutica – una crasi tra nutrizione e farmaceutica – per capire in modo sempre più preciso come il cibo interagisce con il nostro corpo, idroponica per ridurre lo spreco d’acqua allevando pesci in zone fino ad oggi impensabili (il deserto per esempio) e una collaborazione sempre più fitta con l’industria aerospaziale, perché tutto dipende dal clima.

E mentre assistiamo a tutto questo nel quotidiano, aspettando pazientemente il nostro turno nella rivoluzione alimentare, possiamo sforzarci di iniziare a considerare gli insetti come una buona alternativa a carne e pesce. Sì, le cicale dall’ottimo sapore scritte da Aristotele o le larve come prelibatezza durante l’Impero Romano, torneranno in auge anche in Europa – ci vorrà ancora qualche mese perché le procedure UE permettano l’effettiva vendita di novel food da noi, ma ci stiamo arrivando. A breve faremo aperitivi con cavallette fritte e cene a base di grilli saltati in padella. Paura eh?

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