Winter drinks: i più amati del 2018

Per prepararci all’inverno ormai alle porte, scaldiamoci pensando ai winter drinks più amati di sempre.

Uno tra i più richiesti è senza dubbio l’Irish Coffee. Per prepararlo basta avere a disposizione whisky, caffè, panna fresca e zucchero di canna. Una shakerata come ogni barman sa fare et voilà, il cocktail è servito.

Un altro drink molto antico e tra i più diffusi nelle regioni caraibiche è il Punch, più precisamente il Planter’s Punch, nato come bevanda da piantagione perché a base di rum scuro, agrumi, succo di limone e zucchero. Paragonabile al Vin Brulé, è molto semplice da preparare e si può arricchire con diversi tipi di frutta e spezie a piacere.

Come non nominare poi il Boulevardier: pare sia stato inventato da Harry McElhone, uno dei più grandi barman della storia, espatriato durante il proibizionismo in Europa, anche se alcuni lo associano allo scrittore Erskine Gwynne. In molti lo paragonano al famosissimo Negroni poiché si prepara con 26 (taccuini alla mano): 3cl di whisky, meglio se torbato, 3 cl di sweet vermut, 3 cl di bitter Campari e si serve con una buccia di limone o una ciliegina a scelta.

Non può, inoltre, mancare il White Russian che nasce come variante del Black Russian. Il nome tradotto in italiano significa "Russo bianco" e fa riferimento sia al colore bianco della vodka che allo schieramento dei Bianchi (filozaristi) nella guerra civile russa del 1917. Il drink, reso celebre grazie al film The Big Lebowski interpretato da Jeff Bridges, si prepara con vodka, liquore al caffè e panna liquida. Drughi di tutto il mondo: cin cin!

Concludiamo in bellezza con un drink tutto italiano: il Bombardino, famosissimo sulle piste da sci per scaldarsi. Anche se è ormai diffuso in moltissime località in tutta Italia, la tradizione ci racconta che ha origini lombarde, più precisamente nasce a Livigno nel 1972. Viene preparato con zabaione, panna, brandy e caffè. Una botta di energia servita sia fredda sia calda.


Vini Biologici, che successo!

Vino rosso o vino bianco, basta che sia… green!

Il consumo di vino in Italia ha imboccato la strada del Bio: aumenta, anzi quasi raddoppia rispetto all’anno precedente, la richiesta di vini provenienti da coltivazioni biologiche.

I dati arrivano da un’analisi della Coldiretti, ma se passi da CityLife Shopping District, lo staff di Svinazzando te ne darà conferma, magari proprio davanti a un calice di Spumante Bio.

Sono proprio le bollicine italiane Bio a registrare vendite per oltre 360 mila litri in Italia nel 2017, seguite dai vini rossi molto strutturati (Nero d’Avola, Montepulciano, Chianti).

Oggi si sceglie sempre più spesso di brindare con calici di qualità e green, come le bottiglie che trovi tra gli scaffali del nostro Carrefour Market!

Tanta domanda ha avuto la pronta risposta di una schiera di produttori che hanno scelto di convertire i propri vigneti a coltivazioni biologiche o biodinamiche, esportando anche i nostri vini all’estero (Germania, su tutti) e contribuendo a aumentare la cultura del “bere green”.

Il motivo di tutto questo successo? Sicuramente ha giocato un ruolo fondamentale la responsabilizzazione dei consumi da parte di chi, pur mantenendo alto il livello di qualità, sceglie prodotti che rispettino la conformazione del territorio di produzione. Con una coltivazione biologica o biodinamica, non si punta più alla quantità ma alla qualità del prodotto finale.


Street food: 10 cibi di strada italiani da provare

Che lo si voglia chiamare cibo di strada, pasto veloce oppure all’anglosassone “street food”, la cucina mordi e fuggi, soprattutto se 100% Made in Italy e fatta con prodotti della tradizione, piace moltissimo, al punto di diventare un vero e proprio trend.

Non solo food truck e festival itineranti, ma anche vere e proprie realtà ristorative che stanno sempre più invadendo il bel paese, con proposte culinarie take away che rivisitano i grandi classici o propongono novità fusion.

Ma veniamo alla nostra lista, quali sono secondo noi i 10 cibi di strada italiani da provare assolutamente:

  • Cono di pesce fritto: che lo si preferisca di calamari, gamberi, alici o misto, la frittura è immancabile in estate. È una mazzancolla chi non lo prova!
  • Piadina: territorio per noi estremamente esplorato grazie all’offerta de La Piadineria, la specialità romagnola che ha avuto più successo a livello di export nel mondo è senza dubbio tra i cibi di strada preferiti nel nostro Paese. Un disco IGP di pasta piatto di 25 cm di diametro che consumiamo in migliaia di tonnellate l’anno
  • Panino con lampredotto: qui siamo a Firenze e parliamo di trippa, ma questa piace anche a chi storce il naso quando sente che si tratta di alcune parti dell'apparato digerente del bovino. Da consumare rigorosamente con la tipica salsa verde
  • Pani ca’ meusa: scendiamo un po’, anatomicamente e geograficamente e arriviamo all’orgoglio palermitano, il panino con la milza. Anche qui, non fatevi stizzire, il pane è cosparso di sesamo ;)
  • Arancina: dopo la guerra a suon di riso con Catania, è sempre Palermo a spuntarla, con il suo fritto tipico inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Provatela quella al ragù, alla Norma o al burro dell’Antica Focacceria San Francesco
  • Pizza: che la si consumi a tavola o per strada, aperta o ripiegata su se stessa, che la si mangi tonda o al trancio, soli o in compagnia, la pizza resta la nostra bandiera per eccellenza. Provate quella “componibile” di P.I.E. e diteci sui social cosa ne pensate!
  • Zeppole: no, non sono “s” pronunciate male, parliamo delle frittelle napoletane fatte con un impasto di acqua, farina, sale e lievito. Semplici e buone
  • Polpette: quelle che piacciono così tanto agli americani da infilarle persino in un piatto di spaghetti, noi le mangiamo in purezza, perché sono buonissime così. Lo sa bene il nostro Meatball Family, con una proposta simbolo della tradizione italiana attraverso un approccio multi culturale
  • Arrosticini: non c’è bisogno di presentazioni, gli spiedini di pecora abruzzesi (in dialetto detti "li cippe") sono conosciuti in ogni dove. Cotti alla brace, aderiscono perfettamente al palmo di ogni mano affamata
  • Sgagliozze: uno snack che si direbbe nordico e invece proviene dalla Bari Vecchia, si tratta di tranci di polenta fritta spettacolare!

Vi è venuta l’acquolina in bocca? Vi aspettiamo a CityLife Shopping District con un’offerta #nonsolostreet.

 

 


Cibi da spiaggia: cosa mangiare al mare

Con 40 gradi all’ombra più che voglia di qualcosa di buono si ha voglia di qualcosa di fresco.

Le regole d’oro sono:
- Mangiare leggero
- Scegliere alimenti facilmente digeribili
- Idratarsi spesso
- Stare sotto l’ombrellone o almeno coprirsi la testa durante il pranzo
- E, obbligo imposto da ogni madre che si rispetti, aspettare almeno due ore prima di fare il bagno!

Ma veniamo al cibo: dimenticate le tavolate a base di lasagne, parmigiana e cosce di pollo fritte, scegliete piuttosto i cereali, come quinoa, cous cous, orzo, farro, riso, anche una pasta fredda va bene, basta non abbondare troppo con la quantità. Abbinate verdure, possibilmente di stagione e scegliete una sola proteina, che sia carne o pesce. Latticini: pochi.

Se siete amanti dei fai-da-te privilegiate un piatto unico, facile da trasportare - mi raccomando, la borsa frigo dovrà essere la vostra ombra - accompagnato da frutta e verdura da sbucciare al momento: cetrioli, carote, sedano, anguria, melone, ciliegie, senza dimenticare pesche e albicocche perfette per stimolare la melanina e garantirsi un’abbronzatura perfetta. E, naturalmente, litri e litri di acqua. Se, al contrario, non vi piace mangiare in spiaggia perché la sabbia portata dal vento si attacca ovunque rendendo quella fetta di melone uno scrub e il vostro umore particolarmente irritabile - poi diciamocelo, fa “poco chic” - ordinate un antipasto leggero, un’insalata o un panino accompagnato da una sana, sanissima centrifuga. Ah, un’altra valida alternativa è la colazione abbondante in hotel e a pranzo solo una macedonia o un buon gelato artigianale!

E se quest’anno sarete in visita a Milano, oppure non avrete voglia di seguire l’esodo di agosto per godervi la bellezza della città silenziosa, vi aspettiamo a CityLife Shopping District!


Un’estate all’insegna dei Buddha Bowl

Non chiamatele insalatone, no, i cosìddetti Buddha Bowl sono molto di più.

Nate solo qualche anno fa, queste ciotole magiche hanno già fatto il giro del mondo in 80 giorni, Londra, New York, Los Angeles, Sidney, Monte Carlo, arrivando a essere osannate da star mondiali e fotografate in tutte le salse per essere postate tra i top trend di Instagram. Piuttosto facile capire il motivo di questo successo planetario: sono belle, buone e sane! Senza contare l’estrema facilità di preparazione… siamo ai livelli dell’assemblaggio.

Ma cosa assemblare in queste “ciotole di Buddha”? Perché siano le originali e non un surrogato ci sono alcune regole da rispettare, come le proporzioni: la componente vegetale deve essere preponderante, almeno il 70% deve essere composta di ortaggi, poi va aggiunto un cereale a piacere, a scelta tra riso, grano saraceno, quinoa, farro, orzo, miglio, e, infine (l’ultimo 15%), arriva la proteina, animale o vegan.

Il rigore zen è applicato anche alla stagionalità, gli ingredienti devono essere del periodo e quanto più possibile local, secondo la regola del km 0 o poco più. Da evitare come la peste i prodotti in scatola, mentre non vengono malvisti i semi o la frutta a guscio, per dare quel quid di croccantezza tanto amato dagli chef stellati.

Infine, ma non meno importante, la componente estetica: non buttate tutto insieme mischiando con la foga degli affamati, posizionate sapientemente gli ingredienti per forma e colore, come fosse arte. Non solo avrete una schiscetta perfetta per la pausa pranzo, ma vi sentirete in perfetto mood estivo! E poi clic, la foto, pubblicatela con #citylifeshoppingdistrict ;)


Healthy food: prepararsi alla prova costume

Inglesismi a parte, con il termine “healthy food” si indica sostanzialmente il cibo sano. Certo, stabilire quale sia il cibo sano in un mondo travolto dal paradosso della troppa scelta non è facile quanto potrebbe sembrare. Già, i cibi industriali, quelli congelati o precotti popolano i supermercati con packaging super invitanti, tentando il poco tempo libero che abbiamo, ma scegliere è possibile.

In linea di massima gli esperti (ma non dovevano arrivare i luminari nutrizionisti, le nostre nonne lo sapevano già benone) definiscono healthy il cibo grezzo, quindi non trattato, parliamo di frutta, verdura, carne e pesce cucinati al vapore, alla griglia o al forno senza l’aggiunta di sali e condimenti. Non una dieta ma uno stile di vita, insomma. Senza andare troppo nel drastico dicendo addio per sempre alla sanità mentale delle papille gustative, esistono oggi molte ricette sane e, incredibile, BUONE! Basta imparare a scegliere, fare amicizia con le proprietà del cibo che si mangia e sì, avere un po’ di fantasia. E se proprio non l’avete, cercate la motivazione nella vicina, ormai vicinissima prova costume.

Un possibile alleato è la quinoa (non so se lo sapete, è imparentata con gli spinaci!), ma anche l’amaranto, che non contiene glutine e vanta una grande quantità di proteine vegetali. Costituiti di fibre, sali minerali, calcio, fosforo, magnesio, ferro e vitamine, sono entrambi facilmente digeribili e si prestano a ricette di ogni tipo. Basterà farli bollire in pentola per mezzora e poi saltarli a parte con verdure o proteine animali a propria scelta. Ottimi anche pensati come insalatone, mischiati per esempio con pomodori e feta, oppure come hamburger, sformati o zuppe. Il loro segreto è che saziano molto, donano energia pur essendo particolarmente leggeri e poveri in calorie.

E chi l’ha detto che chi vuole ritrovare la forma, o semplicemente seguire un’alimentazione più sana, debba rinunciare al dolce? No, basta che il dolce non sia poi così dolce! Addio zucchero raffinato, glucosio per come ti conosciamo e benvenute ricette con ingredienti biologici e soprattutto con un bassissimo indice glicemico. Cercate tra gli scaffali farina di mandorle, quella di farro, di orzo o integrale, il latte di cocco, la stevia (sì, non è un brevetto della CocaCola), la cannella, l’estratto di vaniglia, il cioccolato fondente, le fave di cacao, la frutta secca, munitevi di uova, carta forno e andate a produrre torte, plumcake, tartufi, biscotti e quello che più preferite, tutto rigorosamente naturale. E se non siete particolarmente amici dei fornelli e bruciate anche il pane da scongelare, potete sempre scegliere tra i bar e ristoranti di CityLife Shopping District che offrono ricette healthy, That’s Vapore e Jarit, per esempio.

Grazie al Bio la dieta per la prova costume potrà non essere punitiva ma piena di inventiva!


La nuova moda per l'aperitivo: il Mocktail

Se c'è una cosa che proprio va di moda oggi è la crasi. No, non serve andare in crisi, il concetto è molto semplice: prendi due parole e le fondi in un unico termine. Nel caso del mocktail abbiamo da una parte "mock", ossia finto, e dall'altra "cocktail". Insomma, prendi un bartender fantasioso, un cliente astemio e il beverone è servito!

I mocktail, infatti, sono reinterpretazioni dei cocktail originali ma rigorosamente senza alcol. Un'altra fondamentale caratteristica è la ricercatezza degli ingredienti per proporre mix sempre più di qualità: frutta e verdura di stagione, spezie, acqua di cocco, tè verde e chi più (buoni) ne ha più ne metta. La crescente attenzione alla salute ha portato un superamento di bevande gassate, succhi di frutta industriali, polveri, sciroppi e topping anche nel settore dell'happy hour, garantendo un momento di gustosa degustazione anche agli analcolici-addicted e ai salutisti della domenica. Sono sempre maggiori i locali a proporre mocktail non solo buoni, ma anche sani: proprio come i centrifugati, ne esistono varianti detox, depuranti, dimagranti, antistress, tonificanti, meglio di una palestra! Tra questi ci sono anche Calavera Fresh Mex, California Bakery, Juice Bar e altri ristoranti di CityLife Shopping District.

Ma vediamo i trend: ananas, agrumi e frutti rossi vengono abbinati a carote, sedano, cetrioli, insaporiti con salvia, basilico o altre erbe aromatiche, conditi con semi di chia e mandorle fino alla ciliegina sulla torta, curcuma, zenzero, peperoncino e giù fino alle alghe marine. Ma non sono solo l'aperitivo o il brunch l'obiettivo dei mocktail, il nuovo mercato punta molto più in alto. Parliamo di abbinamento di cibi, al pari dei grandi vini, di trovare un equilibrio tra dolcezza e acidità, corpo, sensazioni organolettiche a tutto tondo. Per questo anche grandi chef stellati si stanno mostrando interessati all'argomento, come Moreno Cedroni che ha inventato una bevanda energetica a base di lime e zenzero, oppure Davide Scabin che ha pensato a un percorso di abbinamento a base di nettari naturali.

Insomma, i mocktail sono tutto fuorché mock. Da provare!!!


A San Valentino stupisci con gusto!

Anche i sondaggi lo confermano: l’amore inizia a tavola!

Proprio così, secondo un sondaggio di TheFork oltre il 60% degli intervistati festeggerà San Valentino a cena. Abbiamo tutti, da qualche parte nel DNA, il gene dei cosiddetti cibi afrodisiaci, quelli da copertina patinata, quelli che al cinema fanno scoppiare amori folli al primo morso, quelli che “ehi, non c’è niente di meglio del peperoncino per insaporire una serata romantica”, ma non servono fiumi di champagne e fragole inzuppate nel cioccolato caldo per accendere la passione. I nutrizionisti, infatti, sconsigliano gli alcolici. Se da una parte tolgono il freno alle inibizioni, è pur vero che provocano sonnolenza e diminuiscono le energie. Da evitare anche l’aglio, per l’alito ça va sans dire, le fritture, i formaggi e gli insaccati, i pasti troppo abbondanti e - già - i dolci. Non vorrete avere la pancia gonfia e produrre fastidiosi rumori da cattiva digestione proprio nel giorno degli innamorati!

Ma veniamo ai “sì”. Sì alla nostra dieta mediterranea, che non è fatta solo di pizza ma soprattutto di pesce, ortaggi e frutta. Sì anche a capperi e olive, che producono un piacevole effetto stimolante. Via libera a carciofi, cetrioli, asparagi. Vi ricordate la scena di American Beauty? Kevin Spacey mangia proprio un piatto di asparagi poco prima di invaghirsi della giovane e provocante studentessa Angela Hayes (aka Mena Suvari). Un grande assenso per lo zafferano, non solo a Milano, e una ola campanilista per pane e pasta, che contengono triptofano, l’amminoacido responsabile del rilascio della seratonina, la famosa molecola del buonumore. Abbiamo poi le spezie, zenzero, chiodi di garofano, coriandolo, noce moscata, pepe di Cayenna. Le erbe aromatiche come prezzemolo, timo e rosmarino. Il pollo, incredibile! E loro, i re indiscussi della passione: i molluschi. Grazie al glicogeno, fondamentale per la contrazione muscolare, e agli aminoacidi, cozze, vongole e, naturalmente, ostriche, rappresentano il top di gamma nella cucina di Cupido.

Che dire… la food hall di CityLife Shopping District vi aspetta pronta con tutti gli ingredienti giusti per una cena di San Valentino memorabile!

 


Food Innovation: come sarà il cibo del futuro?

Dopo anni a sentir parlare di fame nel mondo, malnutrizione o al contrario obesità, distribuzione poco equa delle risorse, le antenne ci si stanno alzando. Quella che dapprima era solo una nicchia di persone attente ai problemi connessi al cibo, si sta espandendo a macchia d’olio (non di palma!) e oggi la consapevolezza sulla sostenibilità è tangibile.

Ci rendiamo sempre più conto di essere organismi fragili in un sistema fragile, il nostro pianeta, che non può più reggere questo eccessivo sfruttamento. Ci rendiamo conto che le risorse si stanno esaurendo e iniziamo a temere sia per la nostra salute che per la sopravvivenza delle future generazioni. In cosa si traduce questo “rendersi conto di”? Nel piccolo a diete sempre più personalizzate e varie, a meno sprechi, a un approccio etico alle risorse, a stili di vita più sani, in grande a studi di settore su scala mondiale e grande, grandissima ricerca tecnologica. Sì, tra qualche anno la tecnologia sarà la principale protagonista della rivoluzione alimentare. Come? Avremo scanner portatili per verificare la provenienza del cibo, esisteranno stampanti 3D sempre più precise (ne esistono già alcuni modelli che fabbricano pasta e pizza), performanti, ma anche a portata di tutti, per produrre frutta, verdura ed alimenti con valori nutrizionali studiati ad hoc per le caratteristiche di ogni singolo consumatore.

Ci saranno importanti investimenti in nutraceutica - una crasi tra nutrizione e farmaceutica - per capire in modo sempre più preciso come il cibo interagisce con il nostro corpo, idroponica per ridurre lo spreco d’acqua allevando pesci in zone fino ad oggi impensabili (il deserto per esempio) e una collaborazione sempre più fitta con l’industria aerospaziale, perché tutto dipende dal clima.

E mentre assistiamo a tutto questo nel quotidiano, aspettando pazientemente il nostro turno nella rivoluzione alimentare, possiamo sforzarci di iniziare a considerare gli insetti come una buona alternativa a carne e pesce. Sì, le cicale dall’ottimo sapore scritte da Aristotele o le larve come prelibatezza durante l’Impero Romano, torneranno in auge anche in Europa - ci vorrà ancora qualche mese perché le procedure UE permettano l’effettiva vendita di novel food da noi, ma ci stiamo arrivando. A breve faremo aperitivi con cavallette fritte e cene a base di grilli saltati in padella. Paura eh?


I super food del 2018: quali provare durante le feste

No, non è un modo di dire e sì, esistono davvero: i super food sono al centro delle tendenze alimentari più in voga dell’ultimo periodo. Ma cosa sono?

Si tratta di alimenti estremamente ricchi di vitamine, sali minerali e antiossidanti, con un potere nutriente superiore alla media. Super!, quindi.

Il più noto, grazie soprattutto alla grande diffusione, alla facilità di utilizzo e alla versatilità nelle ricette dolci e salate, è sicuramente l’avocado. Siamo abituati a vederlo in tutte le salse, soprattutto su Instagram, ma conosciamo davvero le sue caratteristiche benefiche? Ebbene, 100 grammi di avocado sviluppano circa 160 calorie ed apportano fibre, grassi buoni, vitamine del gruppo B, K, E, C e potassio, importantissimi per la riduzione del rischio cardiovascolare. Inoltre - udite udite - migliora la fertilità sia femminile che maschile.

Ma veniamo ai supereroi meno conosciuti, che spopoleranno nel 2018.  C’è chi la chiama manioca, tapioca, yuca, i più pop la taggano con il nome di cassava, sta di fatto che questo tubero ha un elevato contenuto di carboidrati, ferro e calcio. Rappresenta la fonte di calorie principale nei paesi tropicali e potrebbe essere la chiave per risolvere i problemi di malnutrizione nel mondo… speriamo! Abbiamo poi il kakadu, una prugna australiana particolarmente ricca di vitamina C e proprietà antiossidanti e antinfiammatorie (dicono che potrebbe aiutare i malati di Alzheimer) e il chaga, anche detto “fungo delle betulle” o “elisir di lunga vita”, che da noi troviamo soprattutto in polvere. Sì, le sue proprietà sono innumerevoli: povero di grassi, aiuta la regolarità intestinale e combatte i radicali liberi.

C’è, infine, la moringa, una specie di polvere ottenuta macinando semi e foglie dell’omonima pianta sudamericana. Utilizzata da anni nella medicina ayurvedica, è consigliata nella dieta quotidiana per depurare l’organismo e tenere sotto controllo il peso corporeo.

Che ne pensate, potrebbe essere la chiave per affrontare le abbuffate natalizie con il giusto spirito?