La nuova moda per l'aperitivo: il Mocktail

Se c'è una cosa che proprio va di moda oggi è la crasi. No, non serve andare in crisi, il concetto è molto semplice: prendi due parole e le fondi in un unico termine. Nel caso del mocktail abbiamo da una parte "mock", ossia finto, e dall'altra "cocktail". Insomma, prendi un bartender fantasioso, un cliente astemio e il beverone è servito!

I mocktail, infatti, sono reinterpretazioni dei cocktail originali ma rigorosamente senza alcol. Un'altra fondamentale caratteristica è la ricercatezza degli ingredienti per proporre mix sempre più di qualità: frutta e verdura di stagione, spezie, acqua di cocco, tè verde e chi più (buoni) ne ha più ne metta. La crescente attenzione alla salute ha portato un superamento di bevande gassate, succhi di frutta industriali, polveri, sciroppi e topping anche nel settore dell'happy hour, garantendo un momento di gustosa degustazione anche agli analcolici-addicted e ai salutisti della domenica. Sono sempre maggiori i locali a proporre mocktail non solo buoni, ma anche sani: proprio come i centrifugati, ne esistono varianti detox, depuranti, dimagranti, antistress, tonificanti, meglio di una palestra! Tra questi ci sono anche Calavera Fresh Mex, California Bakery, Juice Bar e altri ristoranti di CityLife Shopping District.

Ma vediamo i trend: ananas, agrumi e frutti rossi vengono abbinati a carote, sedano, cetrioli, insaporiti con salvia, basilico o altre erbe aromatiche, conditi con semi di chia e mandorle fino alla ciliegina sulla torta, curcuma, zenzero, peperoncino e giù fino alle alghe marine. Ma non sono solo l'aperitivo o il brunch l'obiettivo dei mocktail, il nuovo mercato punta molto più in alto. Parliamo di abbinamento di cibi, al pari dei grandi vini, di trovare un equilibrio tra dolcezza e acidità, corpo, sensazioni organolettiche a tutto tondo. Per questo anche grandi chef stellati si stanno mostrando interessati all'argomento, come Moreno Cedroni che ha inventato una bevanda energetica a base di lime e zenzero, oppure Davide Scabin che ha pensato a un percorso di abbinamento a base di nettari naturali.

Insomma, i mocktail sono tutto fuorché mock. Da provare!!!


A San Valentino stupisci con gusto!

Anche i sondaggi lo confermano: l’amore inizia a tavola!

Proprio così, secondo un sondaggio di TheFork oltre il 60% degli intervistati festeggerà San Valentino a cena. Abbiamo tutti, da qualche parte nel DNA, il gene dei cosiddetti cibi afrodisiaci, quelli da copertina patinata, quelli che al cinema fanno scoppiare amori folli al primo morso, quelli che “ehi, non c’è niente di meglio del peperoncino per insaporire una serata romantica”, ma non servono fiumi di champagne e fragole inzuppate nel cioccolato caldo per accendere la passione. I nutrizionisti, infatti, sconsigliano gli alcolici. Se da una parte tolgono il freno alle inibizioni, è pur vero che provocano sonnolenza e diminuiscono le energie. Da evitare anche l’aglio, per l’alito ça va sans dire, le fritture, i formaggi e gli insaccati, i pasti troppo abbondanti e - già - i dolci. Non vorrete avere la pancia gonfia e produrre fastidiosi rumori da cattiva digestione proprio nel giorno degli innamorati!

Ma veniamo ai “sì”. Sì alla nostra dieta mediterranea, che non è fatta solo di pizza ma soprattutto di pesce, ortaggi e frutta. Sì anche a capperi e olive, che producono un piacevole effetto stimolante. Via libera a carciofi, cetrioli, asparagi. Vi ricordate la scena di American Beauty? Kevin Spacey mangia proprio un piatto di asparagi poco prima di invaghirsi della giovane e provocante studentessa Angela Hayes (aka Mena Suvari). Un grande assenso per lo zafferano, non solo a Milano, e una ola campanilista per pane e pasta, che contengono triptofano, l’amminoacido responsabile del rilascio della seratonina, la famosa molecola del buonumore. Abbiamo poi le spezie, zenzero, chiodi di garofano, coriandolo, noce moscata, pepe di Cayenna. Le erbe aromatiche come prezzemolo, timo e rosmarino. Il pollo, incredibile! E loro, i re indiscussi della passione: i molluschi. Grazie al glicogeno, fondamentale per la contrazione muscolare, e agli aminoacidi, cozze, vongole e, naturalmente, ostriche, rappresentano il top di gamma nella cucina di Cupido.

Che dire… la food hall di CityLife Shopping District vi aspetta pronta con tutti gli ingredienti giusti per una cena di San Valentino memorabile!

 


Food Innovation: come sarà il cibo del futuro?

Dopo anni a sentir parlare di fame nel mondo, malnutrizione o al contrario obesità, distribuzione poco equa delle risorse, le antenne ci si stanno alzando. Quella che dapprima era solo una nicchia di persone attente ai problemi connessi al cibo, si sta espandendo a macchia d’olio (non di palma!) e oggi la consapevolezza sulla sostenibilità è tangibile.

Ci rendiamo sempre più conto di essere organismi fragili in un sistema fragile, il nostro pianeta, che non può più reggere questo eccessivo sfruttamento. Ci rendiamo conto che le risorse si stanno esaurendo e iniziamo a temere sia per la nostra salute che per la sopravvivenza delle future generazioni. In cosa si traduce questo “rendersi conto di”? Nel piccolo a diete sempre più personalizzate e varie, a meno sprechi, a un approccio etico alle risorse, a stili di vita più sani, in grande a studi di settore su scala mondiale e grande, grandissima ricerca tecnologica. Sì, tra qualche anno la tecnologia sarà la principale protagonista della rivoluzione alimentare. Come? Avremo scanner portatili per verificare la provenienza del cibo, esisteranno stampanti 3D sempre più precise (ne esistono già alcuni modelli che fabbricano pasta e pizza), performanti, ma anche a portata di tutti, per produrre frutta, verdura ed alimenti con valori nutrizionali studiati ad hoc per le caratteristiche di ogni singolo consumatore.

Ci saranno importanti investimenti in nutraceutica - una crasi tra nutrizione e farmaceutica - per capire in modo sempre più preciso come il cibo interagisce con il nostro corpo, idroponica per ridurre lo spreco d’acqua allevando pesci in zone fino ad oggi impensabili (il deserto per esempio) e una collaborazione sempre più fitta con l’industria aerospaziale, perché tutto dipende dal clima.

E mentre assistiamo a tutto questo nel quotidiano, aspettando pazientemente il nostro turno nella rivoluzione alimentare, possiamo sforzarci di iniziare a considerare gli insetti come una buona alternativa a carne e pesce. Sì, le cicale dall’ottimo sapore scritte da Aristotele o le larve come prelibatezza durante l’Impero Romano, torneranno in auge anche in Europa - ci vorrà ancora qualche mese perché le procedure UE permettano l’effettiva vendita di novel food da noi, ma ci stiamo arrivando. A breve faremo aperitivi con cavallette fritte e cene a base di grilli saltati in padella. Paura eh?


I super food del 2018: quali provare durante le feste

No, non è un modo di dire e sì, esistono davvero: i super food sono al centro delle tendenze alimentari più in voga dell’ultimo periodo. Ma cosa sono?

Si tratta di alimenti estremamente ricchi di vitamine, sali minerali e antiossidanti, con un potere nutriente superiore alla media. Super!, quindi.

Il più noto, grazie soprattutto alla grande diffusione, alla facilità di utilizzo e alla versatilità nelle ricette dolci e salate, è sicuramente l’avocado. Siamo abituati a vederlo in tutte le salse, soprattutto su Instagram, ma conosciamo davvero le sue caratteristiche benefiche? Ebbene, 100 grammi di avocado sviluppano circa 160 calorie ed apportano fibre, grassi buoni, vitamine del gruppo B, K, E, C e potassio, importantissimi per la riduzione del rischio cardiovascolare. Inoltre - udite udite - migliora la fertilità sia femminile che maschile.

Ma veniamo ai supereroi meno conosciuti, che spopoleranno nel 2018.  C’è chi la chiama manioca, tapioca, yuca, i più pop la taggano con il nome di cassava, sta di fatto che questo tubero ha un elevato contenuto di carboidrati, ferro e calcio. Rappresenta la fonte di calorie principale nei paesi tropicali e potrebbe essere la chiave per risolvere i problemi di malnutrizione nel mondo… speriamo! Abbiamo poi il kakadu, una prugna australiana particolarmente ricca di vitamina C e proprietà antiossidanti e antinfiammatorie (dicono che potrebbe aiutare i malati di Alzheimer) e il chaga, anche detto “fungo delle betulle” o “elisir di lunga vita”, che da noi troviamo soprattutto in polvere. Sì, le sue proprietà sono innumerevoli: povero di grassi, aiuta la regolarità intestinale e combatte i radicali liberi.

C’è, infine, la moringa, una specie di polvere ottenuta macinando semi e foglie dell’omonima pianta sudamericana. Utilizzata da anni nella medicina ayurvedica, è consigliata nella dieta quotidiana per depurare l’organismo e tenere sotto controllo il peso corporeo.

Che ne pensate, potrebbe essere la chiave per affrontare le abbuffate natalizie con il giusto spirito?

 


Mai dire breakfast. Quando la colazione fa tendenza

Che sia sana o golosa, leggera o abbondante, dolce o salata, la colazione non è solo il pasto più importante della giornata ma anche uno tra i trend più diffusi sui social.

Ebbene sì, si stima che l’hashtag #breakfast venga utilizzato da oltre 220 milioni di persone al mese solo su Instagram. Un flusso di cereali ai frutti rossi, cheesecake colorate, pancake appena sfornati, cappuccini, marocchini, mocaccini, nocciolini che più ini non si può, il tutto scenografato da tavole imbandite, mise en place minimal o scorci di città metropolitane. L’obiettivo? I follower, naturalmente.

Dimenticatevi i risvegli soft, il caffè preso correndo in ufficio, la necessità di eclissarvi dal mondo prima di iniziare una nuova giornata nel tran tran quotidiano, se volete essere social serve un buon occhio, un impegno costante e qualche cancelletto di tendenza. Le immagini etichettate con #foodporn più apprezzate oggi sono colorate e sane: semi di chia, di canapa, di sesamo, di lino, immersi quanto basta in yogurt dalle tonalità pastello, muffin alle bacche di goji, porridge di avena con sciroppo d’acero, mirtilli o scaglie di cioccolato, per non parlare degli smoothie.

Ma a funzionare è anche il salato, dalla classica tradizione dell’english breakfast che non tramonta mai al re dell’ultimo periodo, presente in ogni brunch che si rispetti - soprattutto a Milano! - l’#avocadotoast, che raggiunge il primato di interazioni grazie soprattutto alla versatilità d’uso del frutto dei millenials.

E poi diciamocelo, verde è bello.

Vi aspettiamo a CityLife Shopping District con tanti #breakfast pronti per essere fotografati!

 

 

ph. California Bakery